GDPR · Reg. (UE) 2016/679

DPO esterno e conformità GDPR

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Il Regolamento (UE) 2016/679 e il Codice in materia di protezione dei dati personali, come modificato dal D.lgs. 101/2018, impongono un impianto che deve restare vivo. Un registro dei trattamenti compilato una volta e mai più riaperto non è conformità: è una prova a carico.

Art. 37 GDPR

QUANDO LA NOMINADI UN DPO È OBBLIGATORIA

La designazione del Responsabile della Protezione dei Dati è dovuta in tre casi tipizzati. Fuori da questi la nomina resta facoltativa, ma chi la effettua assume comunque per intero gli obblighi che ne discendono: il DPO volontario non è un DPO dimezzato.

01

Enti e autorità pubbliche

Con la sola eccezione delle autorità giurisdizionali nell'esercizio delle funzioni giudiziarie. Rientrano anche i soggetti privati che svolgono compiti di interesse pubblico o esercitano pubblici poteri.

02

Monitoraggio sistematico

Attività principali che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala: profilazione, geolocalizzazione di flotte, videosorveglianza estesa, tracciamento comportamentale.

03

Categorie particolari di dati

Trattamento su larga scala dei dati di cui all'art. 9 — per esempio dati sanitari, biometrici o convinzioni religiose — oppure dei dati relativi a condanne penali e reati previsti dall'art. 10.

Mandato

Che cosa fa un DPO esterno

Sorveglianza

Verifica dell'osservanza del Regolamento e delle politiche interne, con audit periodici documentati e relazione annuale alla direzione.

Pareri e DPIA

Consulenza sulla valutazione d'impatto ex art. 35 e sorveglianza sul suo svolgimento, prima che il nuovo trattamento entri in produzione.

Punto di contatto

Interlocuzione con il Garante per la protezione dei dati personali e gestione delle istanze degli interessati sui diritti di cui agli artt. 15-22.

Formazione

Sensibilizzazione e formazione del personale autorizzato al trattamento, con verifica di apprendimento e registrazione delle presenze.

DPO interno o esterno

Chi è meglio designare

Quando la nomina è dovuta, o si sceglie di farla comunque, resta la domanda su chi ricopre l'incarico. Quattro risposte e la raccomandazione compare qui sotto, con il ragionamento in chiaro.

La scelta non è libera in un punto: il DPO non può trovarsi in conflitto di interessi, e chi decide sulle finalità e sui mezzi del trattamento — direzione informatica, risorse umane, produzione, marketing — non può controllare sé stesso. Il gruppo può designare un unico DPO, purché sia facilmente raggiungibile da ciascuno stabilimento. In ogni caso i dati di contatto vanno comunicati al Garante.

Ufficio open space al crepuscolo visto attraverso una parete vetrata, con il reparto produttivo sullo sfondo

Impianto documentale

Documenti che reggono un'ispezione

Registro dei trattamenti ex art. 30, informative agli interessati, nomine dei responsabili esterni ex art. 28, autorizzazioni del personale, valutazioni d'impatto, procedura di gestione delle violazioni, mappatura dei trasferimenti extra-UE.

Artt. 33-34

Data breach: settantadue ore

Il termine decorre dal momento in cui il titolare viene a conoscenza della violazione, non da quando ne ha compreso l'estensione. Nelle prime ore serve una procedura scritta, un canale di segnalazione interno che funzioni anche di sabato e una persona che decida.

72h

Notifica al Garante, salvo improbabilità del rischio

Senza ritardo

Comunicazione agli interessati in caso di rischio elevato

Sempre

Annotazione nel registro interno delle violazioni

Domande ricorrenti

GDPR in pratica

Meglio un DPO interno o esterno?

Nelle PMI la figura interna raramente possiede insieme competenza giuridica, competenza informatica e indipendenza rispetto alle scelte che deve sorvegliare. Il professionista esterno risolve il conflitto e garantisce continuità anche quando l'organico cambia.

Il DPO risponde delle violazioni?

No. La responsabilità del trattamento resta in capo al titolare, che non può trasferirla con una nomina. Il DPO risponde della diligenza professionale con cui svolge i compiti dell'art. 39, e questa è già una responsabilità sufficiente.

Il responsabile IT può fare il DPO?

In pratica no. Chi determina finalità e mezzi dei trattamenti — sistemisti, HR, marketing, direzione — si troverebbe a sorvegliare le proprie decisioni. È il conflitto di interessi che il Garante contesta con maggiore frequenza.

Serve la DPIA per la videosorveglianza?

Dipende da estensione, finalità e presenza di riconoscimento o analisi comportamentale. In ambito produttivo si aggiunge il vincolo dell'art. 4 dello Statuto dei lavoratori: accordo sindacale o autorizzazione dell'Ispettorato prima dell'installazione.

Primo passo

Verifica dell'impianto privacy

Lettura critica dei documenti già in essere, elenco delle lacune e ordine di intervento. Utile anche a chi un DPO o un consulente ce l'ha già e vuole una seconda opinione indipendente.

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Altri ambiti

NIS2

Perimetro, registrazione ACN, misure di gestione del rischio e obblighi di notifica.

ISO 27001

Sistema di gestione della sicurezza delle informazioni e percorso di certificazione.

Cybersecurity advisory

Verifica tecnica delle misure, simulazioni di attacco e formazione del personale.